Andrea Peinetti 16 ottobre 2017
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Festeggiando i dieci anni di una forza politica alla ricerca vana di sé stessa, il premier Gentiloni ha ribadito che la IUS SOLI è una delle principali priorità del governo.

Ancora una volta, come troppo spesso capita, l’atteggiamento adottato verso chi si esprime contro una simile scelta è quello di chi deve sopportare la grettezza altrui da un gradino di superiore civiltà e raffinatezza.

Ora, io non ci sto più.

Perché questo atteggiamento è l’esatto contraltare di quello decisamente razzista e xenofobo che sopporto ancor meno e che ormai è patrimonio comune di tanti, troppi italiani.

E non pensate immediatamente a beceri leghisti o attardati neofascisti.

La xenofobia spunta fuori quando meno te lo aspetti e da persone insospettabili.

Mi è capitato l’altro giorno, ad uno spettacolo di cabaret insieme ad amici ormai convinti pentastellati provenienti dall’area della sinistra più convinta, di sentire frasi contro gli immigrati e contro la loro stessa massiccia presenza che mi hanno colpito e stupito.

Ancora una volta, quindi, paghiamo e pagheremo le stolte scelte di una sinistra in crisi che pochi mesi prima delle elezioni vuole recuperare posizioni con una parte dell’elettorato che ha ormai irrimediabilmente perso.

Altamente fregandosene delle conseguenze per la cittadinanza, sia quelle a breve termine, alzando il livello di intollerabilità, sia quelle a lungo termine, con una legge di cui non calcola le conseguenze.

Solo brevemente, è bene ricordare che già oggi è possibile diventare cittadini italiani e con regole neppure troppo stringenti. Per chi ha voglia, può leggerle qui.

Il PD preferisce però dimenticarsene, e dare l’impressione di essere un esempio di tolleranza. Fuffa, in aggiunta alla montagna di fuffa che ci ha propinato negli ultimi anni.

Come fuffa, pericolosa fuffa, sono le urla sgraziate che arrivano da gran parte dell’opposizione, senza idee e senza strategia, che non trova di meglio che alzare il livello dello scontro, che suscitare le peggiori paure e timori, che far sentire sempre più solo e abbandonato il cittadino.

E’ un gioco stupido e pericoloso, a cui non voglio più stare.

Credo fermamente che la maggior parte di noi, e in particolare i milioni di persone che non si riconoscono più in questo modo di fare politica, voglia, cerchi, abbia bisogno di qualcosa di diverso.

Vogliamo una visioneuna strategia, qualcosa che ci parli di noi e del domani.

Che ci faccia vedere cosa saremo tra cinque e tra dieci anni, come sarà la nostra società.

E’ ora di finirla di preoccuparsi solo di pensioni e di elargizioni statali, destinate a chi va verso il fine vita.

Parliamo del futuro, forniamo ai nostri giovani una speranza, un percorso che li porti a immaginare, a credere, a costruire.

Solo così potremo toglierci dalle secche di una crisi che non è più mondiale, ma tutta nostra.

Solo così potremo mettere da parte le paure, che ci impediscono di crescere e di muoverci come solo gli italiani sanno fare, con forza, fantasia e inventiva.

Solo così riporteremo ad esprimere il proprio voto, a fornire il consenso, a partecipare, a far parte della comunità anche politica tutte le persone che ben se ne guardano dall’avvicinarsi oggi.

Disegniamo una visione, un sogno, un avvenire.

Insieme. Tutti insieme.

Per tutto il resto, NO GRAZIE.

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