Andrea Peinetti 29 novembre 2017
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Ci sono riusciti. Ce l’hanno fatta.

Dopo anni di malagestione, ora toccherà a noi cittadini, agli oltre 886.000 abitanti di Torino provvedere a pagare il dissesto di GTT.

Volete che il Comune aiuti chi non arriva a fine mese? Non può, deve salvare GTT.

Volete che il Comune aiuti le attività, per creare nuovi posti di lavoro? Non può, deve salvare GTT.

Volete che il Comune organizzi feste e spettacoli per attirare il turismo? Non può, deve salvare GTT.

Ora, attenzione, non dobbiamo prendercela (solo) con Chiara. Lei è arrivata da poco, e la GTT sta fallendo da un bel po’ di anni.

Le colpe sono quindi ben chiare e con nomi ben chiari.

Come ha ammesso lo stesso Lo Russo (capogruppo PD in Comune), Torino ha grossi problemi finanziari da quando ha organizzato le Olimpiadi (come noi diciamo da sempre).

E la gestione delle partecipate (di cui GTT è una delle principali) era una follia.

Quindi il primo nome è PD, Partito Democratico. Che tra l’altro sbeffeggia in privato i 5S per la scarsa preparazione e in privato ride di Fassino, che non saprebbe distinguere una determina da una delibera.

Il secondo nome è altrettanto facile da trovare. Si tratta di chi amministra GTT. I dirigenti, a partire da Ceresa, forse troppo occupato a togliere multe agli amici dei consiglieri per poter gestire bene la società.

E infine loro, i nuovi, gli onesti: la giunta 5S, che pur conoscendo la situazione fallimentare, ha aspettato fino all’ultimo per poi presentare un “piano industriale” che prevede il taglio dei servizi (tanto sono solo i cittadini, che importa?) e che dovrebbe essere messo in atto dagli stessi dirigenti che fino ad oggi hanno portato la società al disastro.

Messi lì dal PD e mantenuti lì dai 5S.

 

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