Andrea Peinetti 15 dicembre 2016
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Caro amico marziano, ho ricevuto la tua richiesta di chiarimenti e capisco che da laggiù tu abbia le idee confuse.

Non è facile neppure per noi che siamo qui capire il nostro paese, ma proverò comunque a spiegarti.

Per cominciare, dobbiamo partire da alcuni mesi fa.

Guarda quella foto di gruppo. Vedi Renzi di fronte a tutti? Volge uno sguardo dritto verso la camera, lo sguardo di chi si sente vincente, sicuro di sé e della propria forza.

Di fianco la vedi la giovane bionda? E’ Maria Elena Boschi, con il sorriso sfolgorante della donna che ha davanti una lunga carriera.

Sull’altro lato, un poco più piccolo, c’è Alfano. un Ministro dell’Interno buono per tutte le occasioni.

Dietro, a scalare, tutti gli uomini del Presidente. Sono il volto di un gruppo che è arrivato al potere, che ha occupato tutti gli spazi con un blitzkrieg che ha lasciato spiazzati nemici ed amici.

Intorno, come puoi vedere, c’è il motivo di tanta sicurezza: il deserto, o quasi. Nulla c’è che possa mettere in concorrenza o in discussione quel gruppo, e si vede dalla tranquillità con cui guardano l’obiettivo. Se provi a scrutare bene, vedi in lontananza 5 stelle. Peccato che una foto non porti con sé i suoni, perché da quelle stelle sentiresti arrivare molto rumore.

Ancora più lontano, vedi quelle figure piccole, piccole? Sono ciò che resta di un gruppo una volta potente e oggi impotente, il centro destra.

Ora guarda quest’altra foto. E’ del 5 dicembre, poche settimane dopo la prima.

Come tu ben sai, la troppa sicurezza porta a volte all’arroganza e a commettere gravi errori.

I volti sono gli stessi ma gli sguardi sono bassi, alcuni hanno occhi smarriti; mostrano lo stupore del feudatario che ha distribuito dolci per Natale ed è stato ringraziato con una rivolta dei contadini a colpi di roncola.

E i due gruppi che prima erano lontani, oggi sembrano essere quasi addosso a loro, pronti a travolgerli.

Perché l’Italia è un paese dalle mille risorse e dai mille imbecilli.

Così, dimostrando di non aver capito nulla del voto popolare, tutti i nani e le ballerine del nostro parlamento, finiti i festeggiamenti per il colpo dato al potente, si sono lanciati nell’operazione in cui riescono meglio: dimostrare di meritarsi tutto il disprezzo della gente comune.

E allora via, con operazioni da Prima, da Seconda (da infima, aggiungerei) Repubblica, da politici indifferenti al proprio paese, da casta in declino e pronta a sparire nel dimenticatoio.

Urla, strilli, pretese da vincitori dimenticando che è stata bocciata l’intera classe dirigente del paese, non il tentativo di cambiare le basi della nostra convivenza e neppure il solo governo.

Un capolavoro, che ha al suo culmine il premio (necessario al mantenimento del controllo da parte del perdente massimo) per le figure che più si sono esposte in questa stupida sfida: il nuovo ministro degli Esteri e la sottosegretaria alla Presidenza.

Un capolavoro che consegna il nostro paese alla rabbia delle masse che non mancheranno di far sentire la loro mancanza di fiducia e la loro esasperazione.

E se qualcuno avesse ancora dubbi, c’è anche la ciliegina sulla torta: il nuovo ministro dell’Istruzione aggiunge il suo tocco magistrale al capolavoro. Un Italia che non ne può più di vivere con classi dirigenti per cui conta di più il foglio di carta e il punteggio acquisito che non il merito e la capacità, ecco il vanto di un diploma trasformato in laurea grazie alla burocrazia.

Una risata vi seppellirà.

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