Meritocrazia e Statalismo

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Ci sono notizie che dovrebbero fare imbufalire.

O che dovrebbero perlomeno riuscire a farci preoccupare.

E invece no, finiscono in quart’ultima pagina nei giornali, passano inosservate e non colpiscono allo stomaco quanto dovrebbero.

Questa è la situazione:

un liceo, una professoressa di matematica, una classe.

Come è possibile che accada, quattro ragazzi vengono rimandati (anche se non è più il termine esatto, visto che ormai si recuperano i debiti e si vantano i crediti, come se andare a scuola fosse assimibilabile ad un bilancio aziendale).

E come può accadere, a Settembre gli studenti vengono bocciati.

Poi, succede qualcosa.

Succede che i genitori non accettano il risultato e che anche i genitori di altri studenti promossi si uniscono alla protesta.

Succede che scrivono al ministero, che il ministero mandi un’ispezione urgente e che come conseguenza si decida di riaprire gli scrutini.

Con l’incredibile risultato di promuovere tutti i bocciati.

E con, attenzione al particolare, lo spostamento ad altra sede della professoressa.

Ora, noi non conosciamo la situazione nel dettaglio e non ci interessa conoscerla.

Ma una riflessione sull’accaduto vogliamo farla.

Perchè riteniamo che già così sia grave.

Proviamo a valutare due ipotesi:

Ipotesi 1:  la professoressa è brava, preparata, forse troppo severa, ma giusta nelle valutazioni e competente in materia; probabilmente tanto competente da risultare antipatica.

I ragazzi sono adolescenti un po’ svogliati, pronti a trovare ogni scusa per non studiare ed appoggiati da genitori mammoni iperprotettivi.

Gli ispettori del ministero si sono fatti condizionare da un clima polemico e hanno preferito concedere una seconda occasione per evitare di trascinare a lungo la situazione.

Lo stesso ragionamento ha guidato il consiglio di classe che, invece di fare quadrato intorno alla collega, ha preferito scaricare ogni responsabilità su di lei e lavarsene le mani.

Se così fosse, l’ingiustizia perpretata nei confronti della professoressa sarebbe enorme; e la valutazione complessiva dell’Istituto scolastico assolutamente negativa, perchè incapace di difendere una persona preparata nei confronti di ragazzini viziati.

Ipotesi 2: la professoressa è veramente un’incapace. Incapace di trasmettere le sue conoscenze (se ne ha) e incapace di costruire un rapporto con i suoi studenti.

I genitori si sono giustamente rivoltati per evitare che i propri figli si trovassero impreparati alla fine del percorso scolastico.

Gli ispettori hanno giustamente costretto il consiglio a riesaminare la preparazione dei ragazzi, che altrettanto giustamente è risultata sufficiente.

E la professoressa è stata giustamente allontanata.

Non vi salta all’occhio  nessuna anomalia ? Non trovate nulla di strano ?

Se fosse vera l’ipotesi 1, potremmo dire che la scuola non è più il luogo in cui formare la personalità e in cui dare una preparazione.

Il messaggio sarebbe “lamentati e ce la farai”. Quanto di meno si può pretendere da un’istituzione educativa.

Ma se fosse vera l’ipotesi 2, vorrei capire a cosa serve spostare una persona incapace in un altro istituto, se non a far danno da un’altra parte, sperando magari che lì i genitori siano meno attenti.

Se veramente l’insegnante è risultata incapace, l’unico intervento correttivo è quello di allontanarla dalla professione per un periodo sufficiente a studiare, lei sì, di più e meglio.

Con un esame riabilitativo al termine, un esame vero e valutato con la severità di chi ha chiaro in mente che la scuola non fornisce solo posti di lavoro, ma mette nelle mani di una persona il bene più prezioso al mondo: il nostro futuro, il futuro dei nostri figli.

Quindi, che sia vera una ipotesi o l’altra, non possiamo che sperare di riuscire a vedere, al più presto possibile, una vera riforma scolastica, che preveda l’insegnamento e la costruzione dell’individuo e della sua coscienza come obiettivo primario.

Prima che sia troppo tardi.

La notizia originale:http://www.lastampa.it/2013/09/17/cronaca/ma-si-pu-ancora-bocciare-a-scuola-i-genitori-si-rivolgono-al-ministero-RST4DUjTMwU7VZDagxjUOL/pagina.html

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