Andrea Peinetti 6 settembre 2016
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Ricominciamo da qui, provando a vedere come si è rivoluzionato il mondo dalle elezioni amministrative ad oggi.

Partendo dalla visione locale, che prometteva scintille dopo la vittoria dei 5 stelle e la caduta dell’impero venticinquennale del PCI/PDS/PD.

Fassino è ancora frastornato, lui e tutta la struttura torinese. Incapaci di comprendere e di digerire una sconfitta che non era prevista neanche nei loro peggiori incubi. Una marea di piccoli politici ha perso il posto e sta cercando disperatamente il riciclaggio, con ben poche speranze.

Come piccolo suggerimento, consiglierei loro di meditare sul primo risultato post-sconfitta: la perdita del Salone del Libro non certo addebitabile alla nuova giunta, ma ad un modo di intendere la gestione delle manifestazioni pubbliche che scontenta tutti (tranne qualcuno …).

I 5 stelle erano partiti con il botto: la prima uscita pubblica è stata la richiesta di rimettere il mandato ai neoeletti della Fondazione San Paolo. Correttezza istituzionale e morale l’avrebbe voluto, ma, appellandosi “alle regole, agli usi e ai costumi”, la domanda è stata respinta al mittente.

La Torino che conta ha tremato per un momento, ma sono poi partiti una serie di incontri e colloqui (istituzionali e dovuti, per carità) che hanno, come dire … , messo il silenziatore alle polemiche.

Certo è che, ad oggi, del #SistemaTorino non ci sembra sia stato smantellato nulla.

Va bene, bisogna lasciare del tempo ai ragazzi; intanto archiviamo come piccoli incidenti di percorso la raccolta delle alghe con risultati più o meno positivi, le uscite sul cibo vegan-vegetariano, l’assessore che ha dimenticato alcune piccole dichiarazioni sul bonus-nido. E attendiamo mosse reali.

Così come attendiamo con molta curiosità, allargando un poco la visuale, di vedere come uscirà la Raggi dal bombardamento mediatico (e dalle diatribe interne) che subisce giornalmente mentre tenta, non sempre in modo coerente, di rimettere in carreggiata una città ormai allo sbando come Roma.

Ci si potrebbe aspettare che, essendo la Capitale ed essendo tutto sommato un problema che viene da lontano e su cui i partiti ben poco possono osare dire, che si tentasse in qualche modo tutti insieme di risolvere un problema che riguarda la copertina del nostro paese, ciò che vedono gli osservatori di tutto il mondo.

E invece no, è un bel gioire ogni volta che una montagna di rifiuti non viene raccolta, che la metro si ferma o che qualche turista viene derubato. Come cittadino italiano me ne vergogno.

Avendo idee diverse dai 5 Stelle, posso solo augurarmi che trovino una quadra prima di perdere il controllo e aumentare lo sfascio, ricordandomi però che le alternative che i cittadini romani avevano erano assai peggiori.

Renzi nel frattempo sta girando il mondo promuovendo quanto può le nostre aziende e le nostre produzioni; sperando probabilmente che una minima ripresa economica lo salvi da un redde rationem che lo aspetta a breve e che lo vedrà imputato per le grandi spese e i pochi risultati.

Job Acts, la Buona Scuola, 80 euro e altre fantasie : una montagna che ha partorito un topolino.

L’unica vera sua salvezza sono gli altri.

Cioè … nessuno.

Tutti impegnati in un dibattito furioso sul referendum costituzionale, sul sì come ultima spiaggia per riformare il paese, sul no come occasione per mandare a casa Matteo (Renzi naturalmente, e magari sostituirlo con Matteo, Salvini naturalmente), sul sì perché finalmente le leggi corrono, sul no perché non si risparmia nulla, sul sì perché si dimezzano i politici, sul no perché si premiano i corrotti delle regioni.

Ma qualcuno di voi (ammesso che vi interessi) ha provato a leggere le modifiche costituzionali ? Io sì. E non ne ho cavato un ragno dal buco.

Perché la realtà è una sola: puoi fare la costituzione migliore al mondo (che va a sostituire “la più bella del mondo”), puoi urlare “onestà”, puoi costringere i politici a due legislature al massimo, puoi rottamare.

Ma fino a che non c’è una pulizia morale nelle singole persone, la correttezza nei comportamenti non solo perché si è puniti ma prima di tutto per orgoglio personale, ogni regola è inutile.

E qui la strada è ancora lunga ….

Bentornati dalle vacanze !!

 

 

 

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