Andrea Peinetti 4 settembre 2013
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Gli errori del Governo Letta, che personalmente ormai posso solo assimilare agli antichi inutili governi balneari di democristiana memoria, fatti per superare le vacanze, dipendono dal fatto che purtroppo non capisce, perché non conosce, il vero problema dell’industria manifatturiera italiana e per conseguenza i riflessi occupazionali agli interventi di politica industriale.

E’ ormai chiaro che la nuova occupazione, anche in presenza di una ripresa seria, non dipenderà dalla Grande Industria per la quale sarà da considerarsi un miracolo il riassorbimento della CIG.

E’ sufficiente pensare a Pomigliano e Mirafiori ed alle grandi aziende USA, che pur aumentando la produzione di componenti (freni per esempio), non aumentano l’occupazione: gli investimenti in innovazione, automazione e flessibilità, insieme a nuovi accordi sindacali che assicurano una

migliore utilizzazione degli impianti sono in grado di rispondere ad un aumento anche significativo della domanda, che per altro non ci sarà.

Solo le PMI, in Italia, possono dare una significativa risposta ad una ripresa occupazionale perché continuano ad avere una significativa incidenza del lavoro diretto ed indiretto, ma perché questo avvenga occorre che, insieme ad una ripresa della domanda, vi sia una ripresa degli investimenti materiali ed in R&D, in innovazione su prodotti e processi: tutto questo ha un padre ed una madre che si chiamano Capitale e Credito.

Oggi il Capitale ed il credito scarso disponibile sono totalmente impegnati nel capitale circolante destinato a finanziare i clienti che non pagano, con in testa alla filiera lo Stato in tutte le sue forme, la GI Pubblica e quella Privata : si è da poco fatta una legge (governo Monti) che fissa i pagamenti a 30 gg ed è curioso che i primi a non rispettarla siano le Imprese a controllo pubblico, quali tutte quelle del gruppo Finmeccanica, ostacolando così la crescita di uno dei pochi settori in forte sviluppo nel mondo quale l’avionica. In realtà non si è voluto fare una vera legge come in Francia, con pesanti sanzioni automatiche e divieto di patti in deroga.

Oggi il primo problema per le PMI per cogliere la ripresa, parlare di crescita, di fusioni, di investimenti e quindi di occupazione, giovanile e no, ha un nome chiarissimo e si chiama LIQUIDITÀ e CREDITO.

Occorre quindi liberare le Banche dai vincoli delle Fondazioni, usare la CDP non per garantire crediti dubbi o ricostruire l’IRI con un altro nome, ma per anticipare il pagamento di TUTTI i debiti dello Stato ed Enti collegati, fare leggi che assicurino tempi di pagamento Europei: ciò che occorre oggi è uno shock all’economia reale assicurando che nessuna impresa fallirà più per eccesso di credito scaduto verso clienti solvibili e se invece si scopre che Finmeccanica non è solvibile occorre intervenire con azioni di responsabilità sul CDA attuale e passati, su Soc. di certificazione e Consob.

Ma possiamo onestamente pensare che il governo Letta possa fare qualche cosa di più della vendita di tre aerei e venti o dieci macchine blu?….…

Poi occorrerà anche parlare di Fisco, costo dell’energia, burocrazia , ma prima di tutto occorre che esistano ancora PMI interessate a questi problemi e non solo aste fallimentari, cui partecipano GI che si finanziano non pagando i fornitori!!

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