Dirigenti o ….

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Molti anni fa mi raccontarono un aneddoto su un famoso imprenditore.

Pur essendo allora e ancora oggi a me oltremodo antipatico, devo ammettere che in quell’occasione (che non posso sapere vera) mi suscitò un sentimento di pura ammirazione.

La storia era questa:

Appena arrivato alla guida di un grande gruppo, riunì i dirigenti di più alto livello per conoscere le loro idee per il futuro dell’azienda.

I dirigenti, con l’ausilio di un gran numero di documenti, di statistiche, di sondaggi e di elaborazioni, gli mostrarono le proiezioni per i cinque anni successivi.

Le previsioni erano terribili: il mercato mondiale di riferimento dell’azienda si sarebbe ridotto del 30%.

Quel 30% l’avrebbe pagato praticamente solo l’Europa; dell’Europa, il paese più colpito sarebbe stato l’Italia.

E dell’Italia l’azienda con una maggior riduzione sarebbe stata proprio quella appena acquisita dal nostro protagonista.

Pertanto il suggerimento dei massimi dirigenti aziendali era di cominciare immediatamente una campagna di dismissioni e riduzioni della produzione, in modo da reggere un colpo così pesante.

L’imprenditore li ascoltò tutti con molta attenzione, si fece ripetere i numeri, spiegare alcune parti in dettaglio.

Al termine, mentre il mormorio in sala seguiva l’assenso all’ultima dichiarazione del dirigente finanziario sulle dismissioni immediate di un buon numero di stabilimenti, di alzò in piedi, attese che nella stanza tornasse il silenzio, guardò in faccia i dirigenti uno per uno, ed infine parlò.

E disse, in modo molto chiaro e semplice: “Queste sono le analisi. E non ho motivo di credere che non siano corrette. Ma voi siete dirigenti, non analisti. Gli analisti vi porgono i numeri perché voi possiate essere informati su quale è la tendenza. E possiate intervenire per cambiarla. Se siete veri dirigenti, da qui ai prossimi cinque anni dovete agire in modo da cambiare completamente le previsioni. Io mi aspetto da voi una crescita aziendale. Chi non se la sente, può uscire immediatamente da questa stanza. Gli altri possono cominciare fin da questo momento a proporre i modi migliori per crescere. Vi lascio cinque minuti per riflettere e prendere la vostra decisione”.

Pronunciate queste parole, uscì dalla stanza. Dopo cinque minuti, pochi dirigenti si allontanarono; alcuni vennero cambiati dall’imprenditore. Tutti gli altri si impegnarono e l’azienda crebbe.

Questo piccolo aneddoto mi ritorna in mente ogni volta che sento parlare un dirigente del centro destra negli ultimi anni.

Con in mano e nella mente sondaggi e numeri negativi, non sanno fare altro che guardarsi disperatamente intorno per trovare una nuova “azienda” in cui annidarsi per continuare a vivere di rendita altrui.

Nessuno di loro ha il coraggio e la forza di proporre soluzioni alternative, di tentare la sfida di cambiare la tendenza.

Io spero che abbiano almeno il coraggio di uscire dalla stanza.

Stiamo correndo verso delle amministrative difficilissime per gli avversari, con un PD avvinghiato agli interessi dei mille ras locali lasciati crescere impunemente e i 5 stelle in evidente difficoltà nel passaggio dalla facile opposizione urlata alla gestione reale della cosa pubblica.

Un movimento liberalefermo nell’opposizione a questi schieramenti, sicuro della propria identità, indisponibile al compromesso, impegnato a dare le risposte alle richieste dei cittadini in termini di sicurezza non razzista, di trasparenza dell’amministrazione pubblica, di affrancamento dalla pesante e inutile burocrazia, di reale diminuzione delle tasse per le piccole e medie imprese, di libertà di coscienza sui temi etici senza nessun arretramento rispetto alle radici cristiane ha larghi spazi di presenza e di affermazione.

Ma deve avere dei dirigenti. Non degli analisti.

Deve, con un termine caro ad altre sponde, rottamare una classe (non) dirigente che ha dimostrato profonda inettitudine.

Per le amministrative, in molte città, si stanno preparando dei movimenti alternativi, nuovi e coraggiosi. Che si stanno coalizzando, formando un primo nucleo della prossima classe dirigente.

Sarà probabilmente da loro, dalla loro capacità di farsi ascoltare dalle persone che oggi non votano più per la profonda delusione che hanno provato in questi anni, dalla loro capacità di proposte realmente innovative che il nuovo centro destra potrà prendere fiato e crescere.

Stay Tuned, potrebbero esserci belle sorprese.

 

 

 

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