I CASTARI

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La discussione che riguarda il diritto all’oblio e la necessità della memoria collettiva trovo che ben si sposi con le ultime vicende politiche.

La nostra società si trova per la prima volta nella storia ad affrontare alcuni problemi legati alla persistenza delle informazioni e questo pone delle sfide nuove e diverse.

Ognuno di noi ha affrontato e affronterà diverse stagioni nella sua vita, ognuna con la propria peculiarità e sicuramente non sempre con la maturità e la consapevolezza necessarie.

Pensate alle stupidaggini che sicuramente tutti noi abbiamo fatto in adolescenze, le scelte che oggi non faremmo più, le sicurezze e le insicurezze di cui eravamo certi.

Bene, se non facciamo attenzione tutto ciò rimarrà, grazie alla rete, indelebile e incancellabile.

Rischiando a volte di lasciare marchi indelebili per pensieri ed azioni in cui non ci riconosciamo più o per cui abbiamo già pagato il giusto prezzo.

Nel contempo, la massa di informazioni continue che ci sommerge giornalmente ci fa perdere di vista i pochi ma importanti messaggi su cui riflettere.

La massa rischia di essere spinta a scelte sull’onda dell’emotività dimentica ogni giorno delle convinzioni del giorno prima.

Su questi due argomenti la discussione è aperta e profonda ed ognuno di essi si porta dietro implicazioni non sempre chiare a tutti ma importantissime per la nostra sopravvivenza, singola e collettiva.

Bastino due semplici esempi: pensate ai vostri diciott’anni, ad un momento di stupido divertimento, alla pubblicazione di foto da ubriachi nel gruppo. E pensate dieci anni dopo, in piena carriera, al momento di decidere il nuovo responsabile, se queste foto saltano fuori.

Al contrario, pensate agli orrori dell’ultimo millennio, ai totalitarismi e alle loro idee. Se non c’è il ricordo di ciò che ne è stata la conseguenza, pensate alla facilità con cui potrebbero rinascere.

Ma siamo in Italia e c’è una categoria che certo non si perde dietro sofismi o preoccupazioni simili.

Ed è la categoria che a me piace definire dei castari, per metà cazzari e per metà casta.

Il loro comportamento è sconcertante e li fa rientrare sicuramente nella categoria dei cazzari.

Riescono a fare affari con il “mondo di mezzo” e contemporaneamente a rivendicare la superiorità morale.

Riescono a gestire istituti bancari in modo fallimentare e a vantare la propria capacità di migliorare il paese.

Sono in grado di distruggere un paese, di creare buchi milionari nelle aziende pubbliche, di elargire vitalizi e pensioni fino ad ipotecare il futuro dei propri figli senza mai uscire dalla legalità, ma solo con la pura incapacità.

E quando finalmente esagerano e si trovano a rischiare di dover pagare per i propri errori, si fanno casta e trovano altri castari che casualmente chiudono gli occhi o si distraggono.

E’ un paese meraviglioso l’Italia.

Se il presidente dell’INPS, cioè il presidente dell’ente che ogni mese vede uscire dalle proprie casse milioni di euro verso gente che non li ha guadagnati, si permette di proporre una soluzione solida, semplice e con sacrifici limitati persino per loro, per la casta, viene zittito perché “non è quello il suo compito”, “non è il suo ruolo”. In pratica, paghi e stia zitto.

Se una intera famiglia vede i suoi sforzi decennali per deviare il denaro dei pensionati finalmente gratificata dal fallimento dell’istituto da loro e dai loro amici gestito, “non si può far cadere le colpe dei padri sui figli”, “se c’è qualcosa di illegale verrà punito”. In pratica, lasciate giudicare dai nostri amici castari, vedrete che non troveranno nulla.

Siamo talmente abituati a vedere impuniti personaggi senza etica e senza morale che ormai ci sfugge il significato di “responsabilità politica”.

Le nostre vite sono talmente condizionate dalla presenza dei castari che siamo già felici quando il risultato delle malversazioni a favore di amici e amici degli amici non viene pagato direttamente da noi con una nuova tassa. E facciamo finta di non capire che la garanzia della Cassa Depositi e Prestiti è comunque una garanzia data con i nostri soldi. In pratica, si sono comprati la casa nuova con una ipoteca a nome loro ma garantita da noi.

Attenzione però a non sbagliare: il castaro non è un appartenente solo alla classe politica.

Sono molto più diffusi di quanto pensiate, ogni categoria ne è piena.

Il sindacalista che negli ultimi sei mesi si aumenta lo stipendio a dismisura, dopo aver contribuito ad affossare il lavoro in tutto il paese, è un castaro.

E’ un castaro il giudice che partecipa alle regate durante un periodo di mutua, come il vigile urbano che timbra in mutande e non si dimette.

Sono castari molti giornalisti, pronti ad allinearsi alle richieste del potere, così come quelli che fanno una carriera dichiarandosi sempre contro, a prescindere e anche contro la verità. E che rischiando una condanna per diffamazione si dichiarano comici e non giornalisti.

Potremmo proseguire a lungo. Ma l’importante è mettere sull’avviso.

Attento, il castaro ruba anche a te. Il castaro ti toglie la libertà. Il castaro ti soffoca.

Liberati del castaro.

 

 

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  1. Tranquilli, è tutto sotto controllo | Liberi!

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