Non basta denunciare………

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Sono passati anni dalla pubblicazione  del famoso libro “La Casta” di Rizzo e Stella, da cui si può tracciare uno  spartiacque dell’indignazione popolare verso la politica del malaffare, del popolo sonnacchioso, risvegliatosi  contro quella sotterranea erosione dei redditi e patrimoni, faticosamente accantonati in decenni di onesto lavoro e sudore.  Imposizioni fiscali e inflazione, perdita di potere d’acquisto, imposta di registro , imposte di bollo, imposte sui consumi , accise, plusvalenze finanziarie, imposte sui dividendi, tasse sulle tasse ecc., che neppure sono conteggiate come importo globale di tassazione per chi paga. I furbi della politica sanno bene come camuffare le carte, ma queste tasse extra vanno a gravare enormemente sui redditi di una famiglia.  Oggi, ancora oggi, troviamo personaggi come Cipolletta (economista) che ci spiegano come in realtà paghiamo poche tasse, anzi dovremmo pagarne molto di più.  Quasi, quasi ci viene di dargli ragione.  Forse dovrebbero raddoppiare o magari triplicare, si dovrebbe lavorare solo per lo Stato, che ne dite? Non sono bastati oltre a quello citato, libri come “Soldi rubati” di Nunzia penelope, “Mani bucate” di Marco Cobianchi, “Regole” di R. Abravanel, “L’Italia dei Crack” di Mara Monti, “Il Paese degli Struzzi” di G. Sartori, tanto per citarne alcuni, ma sono centinaia, dove si denuncia di tutto e di più sulla corruzione e mala organizzazione che fa sparire metodicamente un’ enorme fetta delle imposte e tasse pagate dai contribuenti, con mille sotterfugi legali, per poi andare chiedere altre tasse e incolpare il contribuente che paga poco!  Ciononostante ci troviamo puntualmente di fronte all’ultimo arrivato, nel penultimo Governo, come l’ex ministro Clini che senza nemmeno prendere visione del carico di lavoro ministeriale, già si apprestava a mirare e forse spartirsi la solita mazzetta, per cui troviamo titoli su tutti i giornali, per cui sono in corso le indagini dei magistrati. (speriamo dimostri di essere innocente)   Non c’è niente da fare la macchina pubblica è questa, mette purtroppo il ladro in condizione di rubare, e  questi non se lo fa dire due volte!  Ovviamente. Tutto questo giornalismo di denuncia non è bastato, la macchina è rimasta quella.  C’è stato un certo rumore tra i partiti,, forse di facciata, denunce di cassieri che scappavano con la cassa, qualche partito andato il liquidazione, qualche altro nuovo, affacciato al panorama politico, magari con un certo successo come il movimento “5 stelle”, che denuncia ulteriormente le stesse cose ma, non sa dire cosa farebbe per cambiare veramente.  La macchia è programmata in modo che occorre avere il 51% dei voti altrimenti non puoi cambiare nulla.  Non è stato possibile nemmeno quando la coalizione Fini-Berlusconi ottenne tale maggioranza, forse più, perché nacquero dissidi interni che portarono alla situazione odierna.  Perché? Non si capisce.  Ne Fini ne Berlusconi dicono la verità.  Più probabilmente neppure loro sapevano come cambiare la macchina.  Si interessavano più dei loro fatti personali che dell’Italia. Occorre dunque ribaltare tutta l’organizzazione pubblica, a partire dalla Costituzione, al diritto che regolamenta il sistema del credito, i controlli fiscali e commerciali, i bilanci, la tutela delle aziende e dell’azionariato diffuso, il merito degli investimenti pubblici, gli appalti, i centri appaltanti, la tutela del risparmio, la meritocrazia del lavoro, la distribuzione del reddito,  la sostenibilità degli enti territoriali, la soppressione di quelli inutili come Regioni e Provincie , vere idrovore di denaro pubblico, oltre che il taglio netto e lineare come una ghigliottina, della spesa corrente dovuta in gran parte a sussidi ad aziende private. Marco Cobianchi denuncia nel suo libro oltre 800 mila aziende sussidiate in pochi anni.  Queste teste di…. dei nostri politici sostengono tanto il sistema di mercato, il capitalismo, l’economia liberale e poi ci troviamo di fronte ad un tale abuso, spreco e contraddizione!  Nessuna azienda privata o di emanazione pubblica deve ottenere sussidi in un sistema liberale o di mercato, e quantunque lo Stato o l’ente pubblico ci mettesse un euro deve avere la partecipazione nella società.  Finanziamenti a fondo perduto non devono esistere!  Altrimenti l’imprenditore di una tale azienda deve essere appellato come faccendiere o corruttore ma non come imprenditore.   Questa cosa vale circa 40 miliardi di buco finanziario all’anno, questa cosa era stata denunciata da almeno 15 anni da un senatore, professore di economia di cui forse ricorderete il nome, si chiama Mario Baldassarri.  Bene in 15 anni, ma ovviamente il periodo è superiore, per la sola parte sussidi lo spreco o frode ammonta alla ragguardevole cifra di 600 miliardi.  Come la mettiamo?  Sarebbe un bel lavoro quello di andare a scovare tutte le aziende beneficiate e  farsi rimborsare il maltolto.  Ma la legge lo impedisce. Come peraltro impedisce di  farsi restituire le indennità pensionistiche elargite a politici di professione, senza che questi avessero pagato alcunché di contributi o cifre assolutamente irrisorie. Sicuramente queste riforme non possono essere messe in campo dalla parte politica del centro-sinistra, fautore della super tassazione dei redditi e patrimoni, del posto pubblico, della cancellazione dell’impresa privata, del capitale fino alla cancellazione della proprietà stessa. Anche se spergiurano che sono diventati filo-liberisti, e comunque non basta. Come diceva Michele Boldrin le etichette servono a poco.  Il cento sinistra ha un’altra filosofia politico-economica che potrebbe funzionare in un altro mondo.  Fintanto che esiste la proprietà, il capitale , il credito, la libertà di impresa e non di sussidi e non le frodi, occorre al contrario creare un sistema di regole che consenta il più possibile di tutelare questi fondamenti , cosa ben lungi dall’esser raggiunta oggi in Italia e tanto meno nei programmi del PD..  Anzi proprio a causa della pressione della sinistra si è andati sempre più, contro queste tutele, barattando maggior tassazione con minori controlli, cosicché i grandi imprenditori o faccendieri in contatto col potere politico avessero le strade aperte  per prendersi i loro profitti senza pagare tasse, tutti sappiamo come si può evadere, chi può evadere. Nel libro “soldi rubati”  c’è un capito intero sulle aziende cartiere, che sono società aperte solo per fare fatture su richiesta.  Chi controlla? La cosa vale miliari e più l’IVA è alta e più conviene.  Mentre la piccola e media industria e commercio è stata distrutta, così come il risparmio dei cittadini.  Questi inciuci alla fine non fanno altro che distruggere l’impianto economico del paese che ne è colpito.   Bisogna allora avere molto chiaro il quadro che si osserva, che è quello del sistema di mercato e le regole sono quelle che tutelano tali principi, poche ma invalicabili.  Altrimenti si guardi un altro quadro, ma pare che in 70 di quadro economico socialista-collettivista in mezzo mondo, con risorse enormi a diposizione e tecnologia, ora, sia Cina che Russia si trovino a leggere il quadro dell’economia  di mercato e capitalista.  Come la mettiamo? Cosa rispondono i luminari del socialismo reale?    Non si capisce dove Renzi  voglia stare. Per ora pare prestare orecchio al socialismo reale. Vediamo se ha voglia e se gli sarà permesso di tagliare quello che c’è da tagliare, e rivoluzionare il sistema di controlli e burocratico e il sistema tributario  ecc. ecc. necessari  per ribaltare il paese. Per cominciare sembra si vada nella parte opposta, visto che si vogliono modificare artificiosamente gli indicatori di Pil e percentuale debito/Pil , inserendo la quota di economia sommersa nel totale generale.  Questa è un’operazione di facciata. Occorre invece senza dubbio, far emergere il sommerso, ma occorre altresì  raccogliere le relative tasse e far pagare i relativi contributi.  Ancora, le altre proposte sono sempre s
ulla strada della spesa, come i miliardi necessari a ristrutturare l’edilizia scolastica, e l’assunzione di migliaia o centinaia di migliaia di persone nella P.A. previo pensionamento anticipato di altrettanti dipendenti.  Brava Ministra Madia! C’era bisogno di una giovane politica, che venisse a ribadire vecchie metodologie, che hanno portato questo Stato al disastro. Complimenti!     Pessimo inizio. Fate circolare questa comunicazione, occorre raccogliere sempre più consensi per coinvolgere chi non vota più proprio per la mancanza di questi concetti.  Non c’è democrazia e uguaglianza se non c’è controllo. Continua…..

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