Andrea Peinetti 2 dicembre 2016
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Penso spesso di essere una persona fortunata.

E tra le varie fortune che ho, ho quella di aver sposato, io , piemontese doc, una campana altrettanto doc (chiaro, quando mi arrabbio mi ritengo molto, molto, molto meno fortunato per aver sposato una capatosta doc).

Tra le parti positive del connubio, c’è senz’altro quella di poter assistere ad episodi degni della commedia dell’arte.

Un giorno mi capitò di vedere uno stimato professore ricevere una lunga e prolissa protesta perché si era presentato in forte ritardo ad un appuntamento.

Il professore aveva inizialmente accettato con rassegnazione la rampogna, riconoscendo evidentemente la sua colpevolezza.

Quando però ritenne che l’insistenza fosse divenuta eccessiva, con estrema calma, voce ferma e guardando chi lo sgridava negli occhi, se ne venne fuori con questa frase:

“Cara (non dirò il nome),

io te vogliò bbene,

 tu si a’ coronà ra’ capa mia,

ma nun ci scassa’ ‘u c….o !!”

Notare la tipica combinazione di ironia, gentilezza e volgarità tipiche di un popolo raffinato e rozzo insieme. La discussione finì immediatamente perché la posa, il modo e i termini utilizzati non davano ulteriore spazio di discussione.

Mi è tornato in mente dopo aver sopportato per tutta la settimana l’ingombrante presenza del nostro caro, carissimo Presidente del Consiglio, spesso accompagnato dal suo invecchiato genitore in pectore.

Non posso quindi che rifarmi al caro professore e dire:

“Caro Matteo

io te vogliò bbene,

tu si a’ coronà ra’ capa mia,

ma ci aie scassato ‘u c….o !!”

PS: Non entro nel merito del referendum, siete tutti adulti e maggiorenni.

Fate quel che volete.

Ma chi vota Sì e non è renziano, sia consapevole dell’enorme errore politico che fa.

 

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