Andrea Peinetti 16 febbraio 2017
Condividi le idee

Per seguire questa storia, dovete tenere a mente due numeri: 10.000 e 5.000.

Ne troveremo un terzo, ma è un numero di quelli utilizzati in matematica per calcoli particolari: l’infinito.

Ma cominciamo dall’inizio. Immaginate una donna, sposata con un piccolo imprenditore, uno di quelli che lavorano tanto e a fine mese scoprono che i conti non tornano mai. Aggiungete due figli.

Una famiglia semplice, una famiglia normale con gli stessi problemi con cui molti di noi si trovano a combattere ogni giorno: bollette, scadenze, affitto …

Per riuscire a quadrare i conti la nostra amica cerca un lavoro. Non è semplice, non è più giovane e non ha una particolare specializzazione. Ha solo una gran voglia di lavorare e la capacità di impegnarsi al meglio.

E qualcosa trova. Un lavoro umile ma in grado di far entrare qualche soldo in casa. Va a fare le pulizie. E’ rapida, precisa e attenta e riesce a trovare chi le affida i lavori di casa.

C’è un piccolo difetto nelle offerte che riceve: sono in nero. Nessun contributo, niente voucher, nulla. Non è che le piaccia, ma la necessità ha la precedenza rispetto a tutte le altre considerazioni.

Si impegna tanto da riuscire, con quelle gestioni miracolose che solo le donne riescono a rendere in pratica, a mettere da parte qualche soldo. In nero naturalmente, come in nero sono entrati.

Nel frattempo il marito, sempre più in difficoltà per la crisi, viene travolto dai debiti. Salta una volta l’IVA, un’altra volta l’INPS. Non sono grandi cifre, poche decine di migliaia di euro, ma sono debiti che si accumulano.

Fino a che arriva Equitalia. E lì sono dolori. L’amara scoperta è che il debito totale, comprensivo di multe e interessi supera i centomila euro. Una catastrofe per tutta la famiglia, che si vede di fronte lo spettro della povertà assoluta.

Giusto in tempo arriva la rottamazione delle cartelle, approvata da un governo che si è reso conto di non poter più affamare la gente. Attimo di respiro. Solo per scoprire l’ultimo inghippo. Lo stato (senza la maiuscola) è disponibile a tornare al debito originario (attenzione, sotto ai ventimila euro !!).

Ma per farlo pone una clausola: il debitore deve consegnare immediatamente 10.000 euro in contanti !!

Ecco il primo numero! Considerando tutti i contribuenti in ritardo spregevoli evasori, il nostro stato (minuscolo) pretende che almeno tirino fuori il contante, subito!

E dove lo prende il contante il nostro amico? Sì, lo avete intuito: i soldini messi da parte dalla moglie, goccia a goccia, arrivano giusto alla cifra richiesta.

Ottimo! penserete voi.

NO miei cari! Perché il nostro stato (sempre non la s minuscola) insegue mafiosi e delinquenti con ogni mezzo, anche con il blocco del contante.

E la nostra amica solo contanti ha a disposizione, perché solo contanti ha ricevuto. E non avendo qualche centinaio di milioni da far rientrare con “provvedimento operoso” dall’estero, versarli vuol dire rischiare un controllo fiscale e ulteriori multe e problemi.

Morale del primo numero: lo stato (minuscolo) che dovrebbe proteggere i più deboli, crea le condizioni perché i più deboli siano sempre più in difficoltà.

Per il secondo, dobbiamo partire da Steve Jobs. Sì, quello famoso, quello che avrebbe detto “Stay hungry, Stay foolish” e tutti lo hanno applaudito come fosse il nuovo messia.

Peccato che, probabilmente per una scarsa conoscenza dell’inglese, quasi tutti quelli che lo hanno incensato non abbiano capito realmente il significato della frase.

Quello del buon Steve  era un’esortazione ad essere sempre alla ricerca del successo in modi non convenzionali. Cioè la capacità di vedere strade e modalità diverse dove tutti gli altri sono proni alle abitudini.

Più o meno quello che ha fatto un ragazzo, che ha osato rompere il monopolio delle merendine a scuola inventandosi un mercato alternativo, visto che a cento metri dall’edificio le confezioni venivano vendute a una frazione del costo.

Non era un’attività regolare, anche se il nostro stato (minuscolo) prevede esenzioni per chi svolge piccole attività, i cosiddetti OPI: Operatori del Proprio Ingegno. Ironico, no?

Naturalmente, il nostro amico viene regolarmente beccato.

Forse sospeso, forse no, forse premiato, forse no, l’unica certezza arriva dalla Finanza: 5.000 euro di multa (lo avevate tenuto a mente ? Ecco il secondo numero).

Morale del secondo numero: “be satiated, be unimaginative” è lo slogan del nostro stato (minuscolo): mangiate merendine e riempitevi la pancia, non usate l’immaginazione, è pericolosa (e costosa).

Finiamo con l’ultimo, quello non definito: mentre il nostro stato (minuscolo) combatte contro i nemici evasori di cui vi ho raccontato sopra, trova il tempo per destinare utili e preziose risorse verso chi ne ha più necessità, confermando di essere sempre schierato con i più deboli ed oppressi.

I numeri di questa lotta sono, appunto, infiniti, ma ne metto due, giusto per ricordarli (e raffrontarli con quelli sopra, i cui protagonisti hanno il difetto di essere dei fuorilegge di piccola entità):

Alitalia: 7,4 miliardi di euro (http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/05/25/alitalia-mediobanca-tra-1974-e-2014-e-costata-74-miliardi-di-soldi-pubblici/1716771/)

Banche: 20 miliardi per il decreto SalvaRisparmio (http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/12/19/banche-gentiloni-vara-il-salvarisparmio-20-miliardi-di-nuovo-debito-per-liquidita-e-aumenti-di-capitale/3270952/)

Morale del terzo numero: “Stay big, Stay friend, You’ll be helped”. La traduzione la lascio a voi.

Leave a comment.

Your email address will not be published. Required fields are marked*