Letterina a Babbo Natale

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Caro Babbo Natale, anche quest’anno (finalmente) si sta esaurendo (letteralmente) e ho molti desideri da esprimere.

So che sei molto impegnato, ma ti prego di provare ad ascoltarli e ad esaudirli tutti perché sono convinto che faresti felice molte persone.

La prima richiesta che ti faccio è per l’Italia, una signora in gamba che si è lasciata un po’ andare , condizionata da cattive compagnie. Falle capire che è dentro di sé che troverà la forza di riprendersi e che la paura del futuro è la peggior consigliera che possa trovare. Ha tre amiche, giustizia, meritocrazia e libertà, che possono aiutarla. Prova a farle capire che seguendo i loro consigli, potrà stare molto meglio.

La seconda è per il buon Matteo, un amico che ha avuto il coraggio di dire cose non scontate ad una platea di conservatori. Gli hanno creduto e dato fiducia in tanti. Io gli auguro di riuscire a portare avanti il suo progetto coraggioso, vincendo le resistenze interne e dimostrando ai suoi detrattori di essere qualcosa di più di un guscio vuoto. Avrà bisogno di molto aiuto da parte tua per vincere le resistenze dei molti tuoi coetanei che cercheranno di avvilupparlo nelle loro spire velenose.

La terza per è per Papi, un simpatico vecchietto che ha qualche difficoltà a riconoscere l’avanzare degli anni. E’ una persona con una forza di volontà incredibile e con molte capacità, persino troppe. Io gli auguro che riesca a trovare una serena vecchiaia, in compagnia di tante persone a lui care. Sono certo che tutti gli amici lo circonderanno con affetto dimostrando di tenere a lui non come uomo di potere ma come essere umano. E auguro a tutti questi amici di trovare soddisfacente la pensione che si meritano, meditando a lungo e con tranquillità su tutto quanto fatto negli anni. Ne hanno bisogno. Anche noi.

Un pensiero poi deve andare ad Angelino, Pier Ferdi, Mario, Massimo, Walter, Anna, Rosy. E a Raffaele, Susanna e Luigi, oltre a Giorgio. E a tutti i rappresentanti delle varie caste. Perché si accorgano di quanto sono lontani dal mondo reale. Di quanto non solo non lo capiscono, ma proprio non lo percepiscono neanche. Fagli il regalo di capire che i gesti sono importanti. Che la legge elettorale è fondamentale per la democrazia. Ma che un vero taglio alle spese degli apparati e ai privilegi sarebbe preferibile. Prima di arrivare al taglio migliore: tutti a casa.

Anche gli insettini rumorosi devono cominciare a frinire un po’ di meno e a riflettere un poco di più. Non basta un leader, non bastano mandare la gente a … fare passeggiate. occorre anche proporre soluzioni reali. Che purtroppo si allontanano dalla pancia e si avvicinano alla testa, perdendo sicuramente d’appeal. Ma i bluff prima o poi devono essere messi  sul tavolo. Altrimenti rimane tutto una favola, bella, ma favola. E il burattino deve diventare uomo.

Il quarto desiderio è più personale: tu sai che è un mio grande desiderio fare in modo che in questo paese ci sia più libertà, di impresa ed individuale, che il merito vada a sostituire la raccomandazione, che la giustizia non sia un’arma da utilizzare contro ma un mezzo per punire i comportamenti scorretti, che i furbi siano costretti a confrontarsi con chi ogni giorno mette tutto il suo impegno in ciò che fa… la mia richiesta è che chi cammina con me capisca la forza dell’inclusione e chi cammina verso i miei stessi obiettivi ma un poco più lontano capisca l’importanza di fare gruppo, soprattutto in questo momento.

Una richiesta speciale va poi per tutti coloro che sono scesi in piazza in questi giorni per urlare la loro rabbia e la loro disperazione. Un elenco infinito di esclusi, con tante contraddizioni, molta paura e poca speranza. Fai capire a tutti che questa è l’occasione per cambiare, che non è lottando per rientrare nel ristretto gruppo degli inclusi che si riusciranno a salvare. Fai capire agli inclusi che i loro privilegi non sono solo un insulto per tutti gli altri, ma un lusso che non ci possiamo più permettere. Fai capire che se non rinunciano a qualcosa oggi, gli verrà strappato tutto domani. E non “un domani”. Domani mattina. All’alba.

Come vedi, ho tanti desideri e mi rendo conto che sarà per te difficile esaudirli tutti. Ma sono convinto che vorrai farlo, perché, in fondo, noi italiani ti siamo simpatici e abbiamo già scontato in questi anni le nostre furbizie.

Un’ ultima cosa, che stavo per dimenticare: ricorda a tutti che non esisti, se non per i bambini piccoli.

Gli italiani a volte se ne dimenticano e pensano di riconoscerti nascosto sotto le vesti di qualcuno affidandosi ciecamente a lui, forse sperando che sia Natale tutti i giorni.

Ricorda a tutti che tu sei un simbolo, il simbolo di un desiderio e di una speranza. Ma che il compito di realizzarle rimane a noi.

BUON NATALE A TUTTI

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